Sai.
È un pomeriggio di giugno. Come tanti altri, forse me lo ricorderò, forse no, ma chi lo sa. Sta di fatto che ogni giorno ha la sua indistruttibile bellezza, è giusto che sia così, è bello che sia così.
Sai.
Pensavo al mio domani, oggi.
Pensavo a quanta gente sfiduciata c’è a questo mondo… Quante persone vedono un futuro molto, molto ristretto innanzi a loro.
Ho la fortuna di vedere il mondo innanzi a me.
Quando la mattina apro gli occhi, vedo un mondo di infinite possibilità, luoghi, occasioni, incontri. Io faccio quello che faccio non perché non ho altra scelta. Non perché è la quotidianità che me lo impone. Non perché è la cosa più facile da fare, o perché credo che quella strada sia stata già tracciata innanzi a me.
Faccio quello che faccio perché ci credo veramente.
Sai.
Ieri sono arrivata di corsa in Maugeri… Di corsa perché sono tornata a casa a bere il caffè, e tra una chiacchiera e una dispensa di scienze dell’alimentazione dimenticata, ho fatto un po’ tardi (che poi, per me fare tardi vuol dire arrivare giusta e non con il classico anticipo di mezz’ora). Ho parcheggiato con una manovra sola, sono saltata giù, ho raccattato di corsa camice e fonendo, e senza neanche metterli in borsa, ho cominciato la mia corsa verso il reparto di Medicina dello Sport (repartone, mi direte voi. Ma al secondo anno, che volete di più dalla vita?). Camminavo veloce, per quei corridoi che sembrano sempre troppo grandi, stringendo forte camice e fonendo malamente imbustati, schivando barelle, la borsa ancora stracolma dall’Ospedale dei Pupazzi sulla spalla, le chiavi della macchina appese a un dito, gli occhiali da sole in mano. Vogliamo vederla oggettivamente? Ecco a voi: ero di fretta, avevo caldo, non avevo neanche avuto il tempo di sciacquarmi la faccia, ero carica come Babbo Natale (anche se questo ormai è la norma, dalle mie parti…!!! XD), aprivo i maniglioni antipanico a spallate, per mancanza di mani libere, e probabilmente ero anche un po’ ridicola… Ma, mentre camminavo, non pensavo a tutto questo. Non lo realizzavo neanche. Pensavo al fatto che entrare in Maugeri, o in Santa Margherita, mi ha sempre fatto un’impressione strana. Un’impressione bella e splendida. Di serenità e tranquillità. Sensazioni che derivano dal fatto che io sto entrando in un posto che è il MIO posto. È il posto che io occuperò nel mondo… Ed è quello giusto, perché non potrebbe e non potrei essere nulla di diverso. È un sentimento strano… Senti di essere il giusto pezzo del puzzle messo al posto giusto… Certo che… Uno si chiede come si fa a fare medicina? Sei anni di studio… Ti laurei e non sei nessuno! Ancora cinque di specialità. Se ci pensi, ti convinci che sia una cosa per pochi eletti illuminati. Io sinceramente con una bella dose di incoscienza non ci pensavo, quando con una determinazione che ancora mi chiedo come e da dove ho tirato fuori, ho messo quelle due crocette di numero… Ai tempi non ci pensavo, no. Ai tempi ho eliminato ogni pensiero, sostituendolo con “Quella è la tua strada, e c’è un muro che la sbarra… Bene, è inutile girarci attorno per cercare la porta, bisogna prenderlo a testate finchè non cade”. Ma adesso, se ci penso, capisco che non è una cosa per pochi eletti illuminati (anche perché, io non sono mica un genietto!!! Su di me nessuno scommetterebbe una cicca, al primo sguardo… XD). Sì, ci sono i momenti in cui non ti passa più… Non ti passano più le pagine del libro di fisiologia, sei stufa di pensare sempre e comunque che non sai una mazza anche se stai studiando da una vita, sei stufa di girare con dei libroni immensi che ti spaccano la spalla ogni giorno… Però poi entri in ospedale, entri in reparto, metti il tuo camice, fonendo al collo. E non si sa per quale strana ragione, ti senti al tuo posto, e in pace col mondo. Cosa potrebbe chiederti altro, il mondo? Sei al tuo posto, e sei felice di esserlo… E non si sa come, se passi un pomeriggio in ospedale, quella non è mai una giornata che “è cominciata male e finirà peggio”, ma, se è cominciata male, finirà meglio. Sono una pischella del secondo anno, e tantissime cose mi risultano incomprensibili; a volte, sotto il camice, penso anche che forse sono cose che dovrei sapere, e che so troppo poco, pur studiando “tanto”… Però, non si sa come, niente di tutto questo riesce a demoralizzarmi, fare “il lavoro col camice” è qualcosa di infinitamente motivante; ci può essere la timidezza dell’inizio, senz’altro, la paura di sbagliare, in poche parole la paura di essere chiamata “dottoressa” indebitamente, senza meritarlo… Però poi sei lì, e non fa niente anche se sei fisicamente a pezzi, non lo senti neanche, cerchi di assimilare quanto più puoi, e che ti serva e che ti aiuti… E quando esci, e respiri di nuovo l’aria fresca di quello che ormai è il tramonto, sospiri… E ad un certo punto realizzi che stai bene!! Tutta la stanchezza di prima, sembra essere svanita con un soffio, ne rimane solo un ricordo addolcito…
sabato 5 giugno 2010
martedì 1 giugno 2010
Ospedale dei Pupazzi (parentesi felice...)
Volevo aprire una parentesi su quella parentesi felice che è stata domenica pomeriggio…
La bellezza di vedersi in camice, di stare in piedi e correndo tutto il giorno, senza fermarsi mai, stando dietro a tanti, tanti bambini… La bellezza di stare con persone che la pensano come te, la bellezza di essere lì… E alla fine senti le gambe che da un momento all’altro potrebbero cedere, ma se fosse solo il cuore a decidere, allora staresti ancora in giro, tanto tanto… Senti nell’aria quel profumo buono di maggio, perché per ignoti motivi maggio è un mese fantastico, con un profumo tutto suo particolare… E, alla fine, senti di non aver sprecato neanche un solo momento… E per questo motivo ti senti realizzata… Ti senti felice, per un istante pace col mondo, infinita armonia e felicità, un sorriso infinito e silenzioso, per dire Grazie a questi bimbi, alle loro mamme in bici, ai loro pupazzi, al loro entusiasmo e spontaneità, al loro guardarti con i loro occhioni, al loro dire Mamma guarda, è la dottoressa che è venuta a scuola a parlarci, al loro prenderti per mano, al loro fidarsi… Grazie a Dio, perché sono un dono di Dio, e hanno una scintilla di vita viva ed evidentissima in loro… Vita che ti rigenera! Che cancella ogni stanchezza dal cuore, lava e cura dolcemente ogni ferita… E improvvisamente in quelle cinque ore dimentichi ogni altra cosa, sei lì per loro e loro sono lì per te, con i loro pupazzi, e null’altro è importante se non questo, e non importa il giudizio delle persone che non apprezzano, non importa la stanchezza delle gambe, non importa tutto quello che è al di fuori di quelle transenne, non importa la persona che gli altri si aspettano che tu sia al di fuori di quel camice… Da quando entri in quelle transenne, fino a quando aprirai (purtroppo) la porta di casa, sei semplicemente tu. Un pupazzologo, che sta bene con le persone che lo circondano per il semplice motivo che tutti, col loro camice, lì dentro, sono animati dalla stessa volontà. E solo questo importa… Il nostro legame, resterà per la vita!! Perché abbiamo camminato per le strade di Pavia col camice, perché ci siamo messi in gioco e abbiamo preso seriamente il nostro gioco, convinti che dal poco può nascere il molto, e che dentro di noi ancora c’è una scintilla di felicità e ingenuità non corrotta dai mali del mondo…
E arriva la bambina con cinque pupazzi, e arrivano i bimbi che seguono la mucca che non si è sentita bene, e c’è chi ti chiede se il fonendo è vero o è giocattolo, e c’è il bimbo timido, quello che non ha il suo pupazzo, quello che fa il giro tre volte… E poi ci sono le mamme e i papà… “Ogni genere di umanità”, diceva Ale, giusto? Ed è vero… Negli asili come qua... E ti ritrovi a spiegare l’iniziativa, a parlare con persone adulte, ed è tanto bello sentire persone grandi che ti dicono Tutto l’anno dovrebbero esserci queste iniziative, è bello sorridere alle mamme, salutare i loro bimbi, quando vanno via… è bello fare gruppo, aiutare… Essere duttili e malleabili, adattabilissimi a correre qua e là, a inventarsi un’operazione senza né un bisturi né una pinza né una clamp, e usando in alternativa una siringa giocattolo e un abbassalingua, pronti a steccare zampine di cagnolini, gambe di bambole, e quant’altro; riuscire ad estrarre per davvero una chiave dal pancino del cagnolino senza farsi sgamare dalla bimba attenta… Ma soprattutto: va di moda, adesso, mangiarsi le sveglie? XP
È così bello… Poi chiudere, mettere a posto, girare ancora col camice, è finito il tempo di giocare ma è stato magico, e ora godiamoci il riposo… E così ti ritrovi a bere anche tu i succhi dell’EuroSpin, a spostare transenne e chiudere tavoli… E ti ritrovi col Minima Medicamenta in tasca, e poi sei lì a giocare, a lanciarti le penne del SISM, e poi arriva il momento delle telefonate, di parlare alle persone che davvero ti vogliono bene, e ti amano per quella che sei, senza avere la pretesa di cambiarti… Persone che vogliono sapere com’è andata… Ed è bellissimo, mentre chiacchieri in maniera più o meno sconnessa, essere ancora l’unica col camice, e sentirsi dire Che bella che sei, ancora col camice! E passeggiare col fonendo al collo, e il telefono in mano, e mentre parli chiedere Di chi è questa borsa, salutare le signore e i bimbi che sono venuti, ridere e far ciocco, e poi lanciare tutto in macchina… E chi lo sa il mondo cos’ha pensato… E poi andare a mangiare una pizza, e sentire il “discorso di ringraziamento”, e chiacchierare del più e del meno, con tanto di foto di gruppo finale ai magici pupazzologi, alla fresca aria delle notti di maggio…
Aria che non può portare altro che bene…
E non importa quello che accadrà una volta varcata nuovamente la porta di casa, importa solo che sono queste le cose luminose della vita, sono queste le atmosfere magiche che ti uniscono, che curano la tua anima e le danno speranza e amore…
La bellezza di vedersi in camice, di stare in piedi e correndo tutto il giorno, senza fermarsi mai, stando dietro a tanti, tanti bambini… La bellezza di stare con persone che la pensano come te, la bellezza di essere lì… E alla fine senti le gambe che da un momento all’altro potrebbero cedere, ma se fosse solo il cuore a decidere, allora staresti ancora in giro, tanto tanto… Senti nell’aria quel profumo buono di maggio, perché per ignoti motivi maggio è un mese fantastico, con un profumo tutto suo particolare… E, alla fine, senti di non aver sprecato neanche un solo momento… E per questo motivo ti senti realizzata… Ti senti felice, per un istante pace col mondo, infinita armonia e felicità, un sorriso infinito e silenzioso, per dire Grazie a questi bimbi, alle loro mamme in bici, ai loro pupazzi, al loro entusiasmo e spontaneità, al loro guardarti con i loro occhioni, al loro dire Mamma guarda, è la dottoressa che è venuta a scuola a parlarci, al loro prenderti per mano, al loro fidarsi… Grazie a Dio, perché sono un dono di Dio, e hanno una scintilla di vita viva ed evidentissima in loro… Vita che ti rigenera! Che cancella ogni stanchezza dal cuore, lava e cura dolcemente ogni ferita… E improvvisamente in quelle cinque ore dimentichi ogni altra cosa, sei lì per loro e loro sono lì per te, con i loro pupazzi, e null’altro è importante se non questo, e non importa il giudizio delle persone che non apprezzano, non importa la stanchezza delle gambe, non importa tutto quello che è al di fuori di quelle transenne, non importa la persona che gli altri si aspettano che tu sia al di fuori di quel camice… Da quando entri in quelle transenne, fino a quando aprirai (purtroppo) la porta di casa, sei semplicemente tu. Un pupazzologo, che sta bene con le persone che lo circondano per il semplice motivo che tutti, col loro camice, lì dentro, sono animati dalla stessa volontà. E solo questo importa… Il nostro legame, resterà per la vita!! Perché abbiamo camminato per le strade di Pavia col camice, perché ci siamo messi in gioco e abbiamo preso seriamente il nostro gioco, convinti che dal poco può nascere il molto, e che dentro di noi ancora c’è una scintilla di felicità e ingenuità non corrotta dai mali del mondo…
E arriva la bambina con cinque pupazzi, e arrivano i bimbi che seguono la mucca che non si è sentita bene, e c’è chi ti chiede se il fonendo è vero o è giocattolo, e c’è il bimbo timido, quello che non ha il suo pupazzo, quello che fa il giro tre volte… E poi ci sono le mamme e i papà… “Ogni genere di umanità”, diceva Ale, giusto? Ed è vero… Negli asili come qua... E ti ritrovi a spiegare l’iniziativa, a parlare con persone adulte, ed è tanto bello sentire persone grandi che ti dicono Tutto l’anno dovrebbero esserci queste iniziative, è bello sorridere alle mamme, salutare i loro bimbi, quando vanno via… è bello fare gruppo, aiutare… Essere duttili e malleabili, adattabilissimi a correre qua e là, a inventarsi un’operazione senza né un bisturi né una pinza né una clamp, e usando in alternativa una siringa giocattolo e un abbassalingua, pronti a steccare zampine di cagnolini, gambe di bambole, e quant’altro; riuscire ad estrarre per davvero una chiave dal pancino del cagnolino senza farsi sgamare dalla bimba attenta… Ma soprattutto: va di moda, adesso, mangiarsi le sveglie? XP
È così bello… Poi chiudere, mettere a posto, girare ancora col camice, è finito il tempo di giocare ma è stato magico, e ora godiamoci il riposo… E così ti ritrovi a bere anche tu i succhi dell’EuroSpin, a spostare transenne e chiudere tavoli… E ti ritrovi col Minima Medicamenta in tasca, e poi sei lì a giocare, a lanciarti le penne del SISM, e poi arriva il momento delle telefonate, di parlare alle persone che davvero ti vogliono bene, e ti amano per quella che sei, senza avere la pretesa di cambiarti… Persone che vogliono sapere com’è andata… Ed è bellissimo, mentre chiacchieri in maniera più o meno sconnessa, essere ancora l’unica col camice, e sentirsi dire Che bella che sei, ancora col camice! E passeggiare col fonendo al collo, e il telefono in mano, e mentre parli chiedere Di chi è questa borsa, salutare le signore e i bimbi che sono venuti, ridere e far ciocco, e poi lanciare tutto in macchina… E chi lo sa il mondo cos’ha pensato… E poi andare a mangiare una pizza, e sentire il “discorso di ringraziamento”, e chiacchierare del più e del meno, con tanto di foto di gruppo finale ai magici pupazzologi, alla fresca aria delle notti di maggio…
Aria che non può portare altro che bene…
E non importa quello che accadrà una volta varcata nuovamente la porta di casa, importa solo che sono queste le cose luminose della vita, sono queste le atmosfere magiche che ti uniscono, che curano la tua anima e le danno speranza e amore…
giovedì 27 maggio 2010
Anime di maggio.
Ed è questo il maggio
il mio maggio...
Il mio e delle mie anime
Il maggio delle spalle che si sostengono a vicenda
Quel maggio in cui finalmente capisci
(e hai il coraggio di ammetterlo)
che tu
sì, proprio TU!!
La donna forte...
Quella che non aveva bisogno di legami...
Che si bastava da sè
che non aveva radici nè aveva intenzione di piantarne
che se si fosse trovata di fronte a un treno
diretto lontano lontano
vi sarebbe saltata sopra
senza guardarsi alle spalle nè dire ciao
...
...
Capisci!
Che non scapperai mai via, mai più
Che correrai sempre con a fianco qualcuno
Che hai piantato radici nuove
Solide e salde...
Hai messo radici nelle anime che ti circondano...
E sono felice che sia così
Sono felice di avere delle anime da amare
Sono felice di poter guardare negli occhi le mie anime a cuore aperto
senza alcun timore...
Cuori su cui contare.
Ed è la cosa più bella,
un sorriso disinteressato...
E infine, posso dirlo:
maggio è il mio mese
non importa che piova o ci sia sole
non importa dove sono...
Maggio è il mese delle albe e dei tramonti.
Da due anni a questa parte,
maggio ha una delicatezza e dei colori d'anima
che capitano una volta all'anno.
il mio maggio...
Il mio e delle mie anime
Il maggio delle spalle che si sostengono a vicenda
Quel maggio in cui finalmente capisci
(e hai il coraggio di ammetterlo)
che tu
sì, proprio TU!!
La donna forte...
Quella che non aveva bisogno di legami...
Che si bastava da sè
che non aveva radici nè aveva intenzione di piantarne
che se si fosse trovata di fronte a un treno
diretto lontano lontano
vi sarebbe saltata sopra
senza guardarsi alle spalle nè dire ciao
...
...
Capisci!
Che non scapperai mai via, mai più
Che correrai sempre con a fianco qualcuno
Che hai piantato radici nuove
Solide e salde...
Hai messo radici nelle anime che ti circondano...
E sono felice che sia così
Sono felice di avere delle anime da amare
Sono felice di poter guardare negli occhi le mie anime a cuore aperto
senza alcun timore...
Cuori su cui contare.
Ed è la cosa più bella,
un sorriso disinteressato...
E infine, posso dirlo:
maggio è il mio mese
non importa che piova o ci sia sole
non importa dove sono...
Maggio è il mese delle albe e dei tramonti.
Da due anni a questa parte,
maggio ha una delicatezza e dei colori d'anima
che capitano una volta all'anno.
mercoledì 12 maggio 2010
Legami...
… e lo riconosco, sì, che ultimamente il tempo per scrivere è stato un pochino relegato… Non che non abbia da scrivere, anzi testimone il fatto che se mi metti davanti un foglio bianco, cosa non sono capace di tirare fuori!! Questo è il tempo dello scrivere sui fogli volanti… Quelli che poi tua mamma ritrova per casa e tu ti maledici per non essere un po’ più ordinata, almeno in questo… è il tempo delle lettere… Perché ti rendi conto che stai crescendo, che stai diventando grande per davvero – e non come quando a sedici anni ti sentivi grande solo perché baciavi un ragazzo, o perché uscivi il sabato sera – e hai una paura infinita che questo ti tenga lontana dalle persone a cui tieni di più al mondo… è il tempo in cui a volte tempo non ce n’è! E allora bisogna farlo saltar fuori… E se in questo momento non ti ho qui, innanzi a me, ma vorrei parlare con te, vorrei parlare con te a cuore aperto, anzi oserei dire spalancato, allora prendo un foglio di carta, uno qualunque! e ti scrivo, perché so che tu saprai capire…
La paura di perdere le mie anime è una paura che dubito mi abbandonerà mai… Perché tengo troppo alle persone che mi circondano per poter anche solo prendere in considerazione l’ipotesi di lasciarne andare qualcuna… Quando formi un legame con me, è un legame che sarà per sempre. E ci saranno i momenti in cui non ci vedremo, e già lo so… Ma un posto nel mio cuore c’è per tutti, non ha possibilità di saturazione, proprio no… E io sono disposta a fare millemila miglia pur di arrivare da te… Ci potranno essere i momenti di silenzio… Ma un sorriso è in grado di annullare ogni silenzio…
Non ho mai giudicato, e mai lo farò… L’unica persona che mi sento il diritto di giudicare è me stessa. E non è mai un giudizio leggero…
So che molti pensano che le mie siano parole bellissime, ma in fin dei conti parole di un’idealista nata e vissuta… So che c’è chi, in fondo in fondo, pur volendomi bene, dubita del fatto che io possa conciliare il mio dannato idealismo con la realtà, sempre, come dico… Perché questo mondo non è mai facile!! Ma se mantieni la tua testa alta… E non scendi a compromessi con quello in cui credi… Allora andrai avanti, con una luce negli occhi che nessuno potrà mai spegnere: né le testate, né il disinteresse di chi dice di odiarti… Se la tua coscienza può dirsi soddisfatta di te stessa e della tua giornata… Allora guarda pure al mondo con un sorriso: anche per oggi, ce l’hai fatta. “No matter” chi avrebbe scommesso sul contrario… “No matter” il mondo intero, col suo materialismo, la sua aridità, le sue ipocrisie, e pregiudizi…
Perché quando dico che il mondo è meraviglioso, non crediate che io neghi tutto questo!! Perfettamente consapevole che al mondo c’è anche una parte marcia… Ma il mondo è meraviglioso per un semplice motivo: la magia del mondo e della vita in esso… Quella magia per cui, inspiegabilmente, per ogni disfattista, per ogni persona a cui non importa nulla del mondo che ha intorno, per ogni anima che si è persa nel far del male al mondo, sorgono, più o meno silenziosamente, altre mille anime… Anime cariche d’amore!! Anime consapevoli che “non si lotta solo un giorno o due”, anime che porteranno avanti la Vita a qualunque costo, battendosi e donandosi anima e corpo, senza risparmiarsi mai… Anime che lavoreranno duramente anche solo per un sorriso che sia uno! Anime a cui importa molto più del mondo che le circonda che di se stesse in quanto tali… Poiché sono consapevoli che, senza il mondo, non sarebbero nulla!!! Anime che ritagliano il loro tempo in maniera fine e minuta, in modo che chiunque ne abbia bisogno possa attingere al loro cuore… Anime che sorrideranno in silenzio da un angolo, senza prendersi la gloria di nessuna vittoria, ma lasciando che Vita riempia il loro cuore e lo riscaldi, e doni loro la forza di continuare a correre… In un mondo che “ti taglia le gambe”… Ma “noi camminiamo con le ginocchia… E ci taglino anche quelle, cammineremo con le mani”… C’è bisogno di buttarsi a questo mondo!! Nessuno ti dà la certezza che sotto di te ci sia l’acqua… Ma: se non ti butti, resterai sempre sul bordo del trampolino, con troppa paura di quello che potrebbe succedere… Se ti butti e trovi l’acqua, è una gran bella nuotata!!! E se l’acqua non c’è? Bè, in tal caso, cadi… Ma invece di restare lì a sperare che, prima o poi, ti ritroverai magicamente in piedi, guardati intorno!! Chissà che potrai mai vedere… Potresti vedere intorno a te una mano tesa per tirarti su! Oppure, aprendo gli occhi, vedresti una magnifica alba!! E niente è più bello di camminare incontro all’alba… Un ottimo motivo per rialzarsi, non pare anche a te?
La paura di perdere le mie anime è una paura che dubito mi abbandonerà mai… Perché tengo troppo alle persone che mi circondano per poter anche solo prendere in considerazione l’ipotesi di lasciarne andare qualcuna… Quando formi un legame con me, è un legame che sarà per sempre. E ci saranno i momenti in cui non ci vedremo, e già lo so… Ma un posto nel mio cuore c’è per tutti, non ha possibilità di saturazione, proprio no… E io sono disposta a fare millemila miglia pur di arrivare da te… Ci potranno essere i momenti di silenzio… Ma un sorriso è in grado di annullare ogni silenzio…
Non ho mai giudicato, e mai lo farò… L’unica persona che mi sento il diritto di giudicare è me stessa. E non è mai un giudizio leggero…
So che molti pensano che le mie siano parole bellissime, ma in fin dei conti parole di un’idealista nata e vissuta… So che c’è chi, in fondo in fondo, pur volendomi bene, dubita del fatto che io possa conciliare il mio dannato idealismo con la realtà, sempre, come dico… Perché questo mondo non è mai facile!! Ma se mantieni la tua testa alta… E non scendi a compromessi con quello in cui credi… Allora andrai avanti, con una luce negli occhi che nessuno potrà mai spegnere: né le testate, né il disinteresse di chi dice di odiarti… Se la tua coscienza può dirsi soddisfatta di te stessa e della tua giornata… Allora guarda pure al mondo con un sorriso: anche per oggi, ce l’hai fatta. “No matter” chi avrebbe scommesso sul contrario… “No matter” il mondo intero, col suo materialismo, la sua aridità, le sue ipocrisie, e pregiudizi…
Perché quando dico che il mondo è meraviglioso, non crediate che io neghi tutto questo!! Perfettamente consapevole che al mondo c’è anche una parte marcia… Ma il mondo è meraviglioso per un semplice motivo: la magia del mondo e della vita in esso… Quella magia per cui, inspiegabilmente, per ogni disfattista, per ogni persona a cui non importa nulla del mondo che ha intorno, per ogni anima che si è persa nel far del male al mondo, sorgono, più o meno silenziosamente, altre mille anime… Anime cariche d’amore!! Anime consapevoli che “non si lotta solo un giorno o due”, anime che porteranno avanti la Vita a qualunque costo, battendosi e donandosi anima e corpo, senza risparmiarsi mai… Anime che lavoreranno duramente anche solo per un sorriso che sia uno! Anime a cui importa molto più del mondo che le circonda che di se stesse in quanto tali… Poiché sono consapevoli che, senza il mondo, non sarebbero nulla!!! Anime che ritagliano il loro tempo in maniera fine e minuta, in modo che chiunque ne abbia bisogno possa attingere al loro cuore… Anime che sorrideranno in silenzio da un angolo, senza prendersi la gloria di nessuna vittoria, ma lasciando che Vita riempia il loro cuore e lo riscaldi, e doni loro la forza di continuare a correre… In un mondo che “ti taglia le gambe”… Ma “noi camminiamo con le ginocchia… E ci taglino anche quelle, cammineremo con le mani”… C’è bisogno di buttarsi a questo mondo!! Nessuno ti dà la certezza che sotto di te ci sia l’acqua… Ma: se non ti butti, resterai sempre sul bordo del trampolino, con troppa paura di quello che potrebbe succedere… Se ti butti e trovi l’acqua, è una gran bella nuotata!!! E se l’acqua non c’è? Bè, in tal caso, cadi… Ma invece di restare lì a sperare che, prima o poi, ti ritroverai magicamente in piedi, guardati intorno!! Chissà che potrai mai vedere… Potresti vedere intorno a te una mano tesa per tirarti su! Oppure, aprendo gli occhi, vedresti una magnifica alba!! E niente è più bello di camminare incontro all’alba… Un ottimo motivo per rialzarsi, non pare anche a te?
sabato 8 maggio 2010
Allora, dottoressa!
... quando capisci che la strada che hai imbroccato è giusta ed è quella
e che se sei vento non puoi diventar terra...
e che se sei vento non puoi diventar terra...
lunedì 26 aprile 2010
... vent'anni!!! Nothin' more, nothin' less...
17 aprile
È l’una di notte, eh sì… E io sono ancora qua, a sentire la pioggia cadere, perché non sia mai un compleanno senza la pioggia, e perché di sì… Sono qua, come al solito… Ad aspettare chissà che cosa… Basta poco, così poco, a questo mondo, per farmi felice… Son qua, e notavo che ho una mano screpolatissima e una tagliata dal vento, un braccio da tossicodipendente e via così… Ma non che m’importi in realtà… Sono qua, e se chiunque dovesse bussare io sarei qua al pari… Io correrei sotto la pioggia, io arriverei… Io vorrei volare ad aiutare tutte le anime che ne hanno bisogno, anche solo un pochettino, vorrei donare loro la mia polvere di stelle, quella che in me è generata dalla cara presenza dei miei angioletti… Vorrei donare la mia vita a ogni anima che ne ha bisogno… Il mio essere ovunque… Il mio essere per tutti… Il mio essere di tutti… E prego che nessuno abbia mai la malnata idea di abusare metaforicamente di me, perché disgraziatamente so che lascerei fare… Tanto poco m’importa di me stessa… Cosa vuoi che faccia… Danzo al ritmo della vita, questo faccio!!! Non mi nego mai… Corro, corro, corro… E mi butto di testa!! Questo ho imparato a fare… Questo la vita mi ha insegnato… E nient’altro sono in grado di fare…! Mi lancio, ad occhi chiusi, e poi quel che sarà sarà… Se sbaglio, prenderò le mie testate e imparerò da queste… Se tutto va bene, andrà bene… E ancor meglio… E la ragazza delle arance continuerà a correre… Baci, e buonanotte, e ancora baci. Buonanotte. A volte mi chiedo se qualcuno mai vorrà augurarmi la buonanotte. Ma poi mi rispondo che in realtà non m’importa più di tanto saperlo… Sono così fortunata!!!!!!!!!
17 aprile
Se non fosse per queste nubi ci sarebbe un bel cielo stasera, di quel colore indefinito che non si sa dire ma che è bello per il suo semplice essere così…
E corri, corri incontro alla vita, e corri incontro al nuovo giorno, e corri, e corri e ancora corri…
E sogna, e continua a sognare… E non fermarti mai… Amore…
Corri incontro alla vita, buttati nelle sue braccia e abbandona ogni possibile resistenza…
Io non ci credo, alla teoria dell’”our last summer”… No, non ci credo… Credo che è inutile rimpiangere il passato… Credo che ogni momento della vita ha il suo bel perché, ognuno è diverso dall’altro ma in fin dei conti è giusto che sia così, però il giusto e il bello di questa vita è il non negarsi mai niente…
Credo fermamente che tutto stia nel cogliere il momento, nel cogliere l’attimo per com’è… Senza rimpianti, senza rimorsi… Vivendo in pieno, con la forza che abbiamo dentro… Cercando di vincere la stanchezza che in certi momenti ci prende… E che a volte rischia quasi di vincerci… E invece, non sai mai per quale strano motivo, ma è bellissimo che sia così, ti ritrovi a sorridere, e a correre incontro alla vita, ancora una volta… Basta poco, tanto poco, così poco, in fin dei conti!! Ma è bello che sia così… è giusto che lo sia, e non potrebbe essere altrimenti… C’è bisogno di forza, questo sì, questo lo riconosco, di forza e di tanta tanta iniziativa, che non sempre c’è, e a volte ti sembra che ogni tuo tentativo sia bocciato a priori… Però non desistere mai… Continua a lottare, cerca sempre di tenere viva la vita… In tutte le persone che ti circondano… Sorridi sempre… Sii solare, più che puoi… Dona tutta la tua vita in uno sguardo… In un sorriso… Dona te stesso, e la tua anima con te…
Un bacio. Come al solito, d’altronde. Ma com’è giusto che sia. Com’è giusto che sia io…
24 aprile
… e non ho ancora scritto parole dal dì in cui diventai vent’anni, anch’io…
E pensavo quanto la vita sia agrodolce, di quella felicità agrodolce ch’è sentirsi il vento nei capelli, e sorridere piano, dolcemente, ad occhi chiusi, lasciandosi abbracciare da quel vento lieve… Momenti di tutto, e del contrario di tutto… Quando senti che la vita è in te, che Vita ti circonda… Senti che è giusto così… Ed eccoti… Eccoti che ti aggiri per il mondo, con i tuoi piedi, le tue ali, a condurti ovunque, senza sprecare un momento, mai, nessuno… Ed ecco che cammini ad occhi chiusi, un lieve sorriso sulle labbra, fendendo la pioggia, la neve, il silenzio, il rumore del traffico, il caldo torrido dell’estate, la folla… Spalanchi le porte del cuore, lasci che ogni cosa possa attraversare il tuo cuore e la tua anima in attesa… Gente con più senno potrebbe dire che è un rischio, poiché quando cali le difese ti viene inferto il colpo mortale… Ma non ho mai detto di avere del senno nelle mie vene… Non ho mai detto che la cosa più sensata da fare sia anche quella giusta, anzi molto spesso non lo è… Molto spesso mi sono ritrovata a calare le difese, nuda al centro del mondo, anima esposta a ogni vento… Vero, a volte delle ferite sono giunte, ma nulla sono state al confronto della luce che ne è derivata… Che è derivata dall’essere me stessa senza maschere… Senza alcuna remora…
(after listening to something nice…)
È così! Sono i nostri momenti, i momenti dei nostri vent’anni, dei nostri fantastici vent’anni!!!! E dimmi che ci ricorderemo tutto questo con un sorriso… Le corse in bici, le corse in macchina, la musica sentita a palla, i caffè al Cravino, i pranzi in giro, i pezzi di focaccia sui gradini del Duomo, i pomeriggi al Vul, le mattine che nevica… Io lo sento, io me lo sento!! Che questo è il nostro tempo, questo mi sento… Il tempo delle fughe chissà dove, il tempo dell’”esco la mattina e torno ma non so quando”, il tempo delle corse, il tempo delle risate e dei sorrisi, il tempo delle telefonate e delle consulenze, il tempo di ogni cosa… Quel tempo dove vorresti essere ovunque e non perderti niente, mai niente, perché vuoi bere della vita fino a ubriacartene… Il tempo in cui ti è permesso compiere vent’anni e non essere ubriaca perché reggi bene l’alcol… Il tempo in cui ti è concesso rubare i bicchieri dal 74, per poi parlarne davanti al buttafuori del locale… Il tempo in cui corri a prendere mezzo chilo di gelato per tutti, e in tre siamo stati capaci di finirlo, assaltando quella vaschetta… E ci ho messo meno di dieci minuti, perciò a rigor di logica mi sarebbe dovuta un’altra pizza… Il tempo delle passeggiate mattutine fino a piazza Botta, chiacchierando del più e del meno… Il tempo dei quadricipiti contratti perché il giorno prima hai corso troppo, troppo, troppo!! Il giorno che arrivi e vai a farti la doccia in Cravino perché stai crepando di caldo, e corri da una parte all’altra all’altra, e pedali pedali pedali, fino a non avere più forze!! E quando finalmente ti viene tolto il peso dello zaino dalle spalle, ecco che finalmente ti senti libera, liberissima di correre, avanti tutta e dritto fino al mattino!! E mi sembra che sia volato il tempo dal 23 di febbraio ad adesso, quando ho fatto finalmente quell’esame di anatomia e mi è sembrato di rinascere!! Quando uscivo a tutte le ore del giorno e della notte e mi ritrovavo di fronte persone che mi parlavano di loro, che mi cercavano, che mi volevano bene, bene, tanto bene!!! Che me ne vogliono tuttora… E mi son trovata circondata da gente che mi ha ringraziato, e io mi chiedevo per cosa? e sinceramente mi sembra una cosa così fantastica, che qualcuno sia in grado di ringraziarti semplicemente perché sei te stessa… E parli, e chiacchieri, e parli di cose serie, di altre invece ridi e ridi!! Corri, corri per le vie della città!! Tu, donna senza radici, hai trovato un posto che ti ha incatenato a sé!! Senza alcuna possibilità di scampo… E io mi ricordo come se fosse oggi il giorno in cui scappai dalla lezione di biochimica – e questo segnò l’inizio della mia perdizione… - per andare a fare un giro in centro, con lo zaino sulle spalle, e comprai una mela dal fruttarolo del corso, davanti a quelli che non tanto tempo fa erano i tre cinema di Pavia, per aggirarmi per le vie di Pavia addentando la mela di Biancaneve… Per poi tornare a lezione… Al momento quella corsa non mi aveva detto più di tanto, anzi ero anche accaldata, spiacevolmente appiccicata, e sentivo quella stanchezza strana di quando ti senti d’un colpo stanca morta e priva d’alcuna forza, e vorresti solo essere a casa tua, chilometri da qua… E invece! Il tempo smussa gli spigoli vivi, il tempo rende quei momenti magici, perché di fatto lo erano… Sono stati quei momenti che hanno segnato l’inizio del mio presente da biciclettara che vaga per le vie di Pavia, e che non molto tempo fa ha cominciato a vagare per le vie anche in notturna… In notturna e senza luci per di più… Ma è in quei momenti che ti senti immensamente parte di un tutto!!!!
Baciozzolo, anime mie che in questo momento pensate a me!! L’erba grama vi saluta!!!!!
Vi voglio un infinito di bene!!!
È l’una di notte, eh sì… E io sono ancora qua, a sentire la pioggia cadere, perché non sia mai un compleanno senza la pioggia, e perché di sì… Sono qua, come al solito… Ad aspettare chissà che cosa… Basta poco, così poco, a questo mondo, per farmi felice… Son qua, e notavo che ho una mano screpolatissima e una tagliata dal vento, un braccio da tossicodipendente e via così… Ma non che m’importi in realtà… Sono qua, e se chiunque dovesse bussare io sarei qua al pari… Io correrei sotto la pioggia, io arriverei… Io vorrei volare ad aiutare tutte le anime che ne hanno bisogno, anche solo un pochettino, vorrei donare loro la mia polvere di stelle, quella che in me è generata dalla cara presenza dei miei angioletti… Vorrei donare la mia vita a ogni anima che ne ha bisogno… Il mio essere ovunque… Il mio essere per tutti… Il mio essere di tutti… E prego che nessuno abbia mai la malnata idea di abusare metaforicamente di me, perché disgraziatamente so che lascerei fare… Tanto poco m’importa di me stessa… Cosa vuoi che faccia… Danzo al ritmo della vita, questo faccio!!! Non mi nego mai… Corro, corro, corro… E mi butto di testa!! Questo ho imparato a fare… Questo la vita mi ha insegnato… E nient’altro sono in grado di fare…! Mi lancio, ad occhi chiusi, e poi quel che sarà sarà… Se sbaglio, prenderò le mie testate e imparerò da queste… Se tutto va bene, andrà bene… E ancor meglio… E la ragazza delle arance continuerà a correre… Baci, e buonanotte, e ancora baci. Buonanotte. A volte mi chiedo se qualcuno mai vorrà augurarmi la buonanotte. Ma poi mi rispondo che in realtà non m’importa più di tanto saperlo… Sono così fortunata!!!!!!!!!
17 aprile
Se non fosse per queste nubi ci sarebbe un bel cielo stasera, di quel colore indefinito che non si sa dire ma che è bello per il suo semplice essere così…
E corri, corri incontro alla vita, e corri incontro al nuovo giorno, e corri, e corri e ancora corri…
E sogna, e continua a sognare… E non fermarti mai… Amore…
Corri incontro alla vita, buttati nelle sue braccia e abbandona ogni possibile resistenza…
Io non ci credo, alla teoria dell’”our last summer”… No, non ci credo… Credo che è inutile rimpiangere il passato… Credo che ogni momento della vita ha il suo bel perché, ognuno è diverso dall’altro ma in fin dei conti è giusto che sia così, però il giusto e il bello di questa vita è il non negarsi mai niente…
Credo fermamente che tutto stia nel cogliere il momento, nel cogliere l’attimo per com’è… Senza rimpianti, senza rimorsi… Vivendo in pieno, con la forza che abbiamo dentro… Cercando di vincere la stanchezza che in certi momenti ci prende… E che a volte rischia quasi di vincerci… E invece, non sai mai per quale strano motivo, ma è bellissimo che sia così, ti ritrovi a sorridere, e a correre incontro alla vita, ancora una volta… Basta poco, tanto poco, così poco, in fin dei conti!! Ma è bello che sia così… è giusto che lo sia, e non potrebbe essere altrimenti… C’è bisogno di forza, questo sì, questo lo riconosco, di forza e di tanta tanta iniziativa, che non sempre c’è, e a volte ti sembra che ogni tuo tentativo sia bocciato a priori… Però non desistere mai… Continua a lottare, cerca sempre di tenere viva la vita… In tutte le persone che ti circondano… Sorridi sempre… Sii solare, più che puoi… Dona tutta la tua vita in uno sguardo… In un sorriso… Dona te stesso, e la tua anima con te…
Un bacio. Come al solito, d’altronde. Ma com’è giusto che sia. Com’è giusto che sia io…
24 aprile
… e non ho ancora scritto parole dal dì in cui diventai vent’anni, anch’io…
E pensavo quanto la vita sia agrodolce, di quella felicità agrodolce ch’è sentirsi il vento nei capelli, e sorridere piano, dolcemente, ad occhi chiusi, lasciandosi abbracciare da quel vento lieve… Momenti di tutto, e del contrario di tutto… Quando senti che la vita è in te, che Vita ti circonda… Senti che è giusto così… Ed eccoti… Eccoti che ti aggiri per il mondo, con i tuoi piedi, le tue ali, a condurti ovunque, senza sprecare un momento, mai, nessuno… Ed ecco che cammini ad occhi chiusi, un lieve sorriso sulle labbra, fendendo la pioggia, la neve, il silenzio, il rumore del traffico, il caldo torrido dell’estate, la folla… Spalanchi le porte del cuore, lasci che ogni cosa possa attraversare il tuo cuore e la tua anima in attesa… Gente con più senno potrebbe dire che è un rischio, poiché quando cali le difese ti viene inferto il colpo mortale… Ma non ho mai detto di avere del senno nelle mie vene… Non ho mai detto che la cosa più sensata da fare sia anche quella giusta, anzi molto spesso non lo è… Molto spesso mi sono ritrovata a calare le difese, nuda al centro del mondo, anima esposta a ogni vento… Vero, a volte delle ferite sono giunte, ma nulla sono state al confronto della luce che ne è derivata… Che è derivata dall’essere me stessa senza maschere… Senza alcuna remora…
(after listening to something nice…)
È così! Sono i nostri momenti, i momenti dei nostri vent’anni, dei nostri fantastici vent’anni!!!! E dimmi che ci ricorderemo tutto questo con un sorriso… Le corse in bici, le corse in macchina, la musica sentita a palla, i caffè al Cravino, i pranzi in giro, i pezzi di focaccia sui gradini del Duomo, i pomeriggi al Vul, le mattine che nevica… Io lo sento, io me lo sento!! Che questo è il nostro tempo, questo mi sento… Il tempo delle fughe chissà dove, il tempo dell’”esco la mattina e torno ma non so quando”, il tempo delle corse, il tempo delle risate e dei sorrisi, il tempo delle telefonate e delle consulenze, il tempo di ogni cosa… Quel tempo dove vorresti essere ovunque e non perderti niente, mai niente, perché vuoi bere della vita fino a ubriacartene… Il tempo in cui ti è permesso compiere vent’anni e non essere ubriaca perché reggi bene l’alcol… Il tempo in cui ti è concesso rubare i bicchieri dal 74, per poi parlarne davanti al buttafuori del locale… Il tempo in cui corri a prendere mezzo chilo di gelato per tutti, e in tre siamo stati capaci di finirlo, assaltando quella vaschetta… E ci ho messo meno di dieci minuti, perciò a rigor di logica mi sarebbe dovuta un’altra pizza… Il tempo delle passeggiate mattutine fino a piazza Botta, chiacchierando del più e del meno… Il tempo dei quadricipiti contratti perché il giorno prima hai corso troppo, troppo, troppo!! Il giorno che arrivi e vai a farti la doccia in Cravino perché stai crepando di caldo, e corri da una parte all’altra all’altra, e pedali pedali pedali, fino a non avere più forze!! E quando finalmente ti viene tolto il peso dello zaino dalle spalle, ecco che finalmente ti senti libera, liberissima di correre, avanti tutta e dritto fino al mattino!! E mi sembra che sia volato il tempo dal 23 di febbraio ad adesso, quando ho fatto finalmente quell’esame di anatomia e mi è sembrato di rinascere!! Quando uscivo a tutte le ore del giorno e della notte e mi ritrovavo di fronte persone che mi parlavano di loro, che mi cercavano, che mi volevano bene, bene, tanto bene!!! Che me ne vogliono tuttora… E mi son trovata circondata da gente che mi ha ringraziato, e io mi chiedevo per cosa? e sinceramente mi sembra una cosa così fantastica, che qualcuno sia in grado di ringraziarti semplicemente perché sei te stessa… E parli, e chiacchieri, e parli di cose serie, di altre invece ridi e ridi!! Corri, corri per le vie della città!! Tu, donna senza radici, hai trovato un posto che ti ha incatenato a sé!! Senza alcuna possibilità di scampo… E io mi ricordo come se fosse oggi il giorno in cui scappai dalla lezione di biochimica – e questo segnò l’inizio della mia perdizione… - per andare a fare un giro in centro, con lo zaino sulle spalle, e comprai una mela dal fruttarolo del corso, davanti a quelli che non tanto tempo fa erano i tre cinema di Pavia, per aggirarmi per le vie di Pavia addentando la mela di Biancaneve… Per poi tornare a lezione… Al momento quella corsa non mi aveva detto più di tanto, anzi ero anche accaldata, spiacevolmente appiccicata, e sentivo quella stanchezza strana di quando ti senti d’un colpo stanca morta e priva d’alcuna forza, e vorresti solo essere a casa tua, chilometri da qua… E invece! Il tempo smussa gli spigoli vivi, il tempo rende quei momenti magici, perché di fatto lo erano… Sono stati quei momenti che hanno segnato l’inizio del mio presente da biciclettara che vaga per le vie di Pavia, e che non molto tempo fa ha cominciato a vagare per le vie anche in notturna… In notturna e senza luci per di più… Ma è in quei momenti che ti senti immensamente parte di un tutto!!!!
Baciozzolo, anime mie che in questo momento pensate a me!! L’erba grama vi saluta!!!!!
Vi voglio un infinito di bene!!!
lunedì 12 aprile 2010
La ragazza delle arance - l'arte di "carpare il diem".
La ragazza delle arance corre, corre, lungo la città deserta...
Deserta eppur viva, deserta eppur affollata, come solo la città di sabato notte sa essere...
E mentre corre, corre ad una velocità disperata! la ragazza delle arance pensa. Ma prima di pensare apre il cuore...
Lascia che il sangue delle ferite vecchie e nuove fluisca, lascia che ciò che resta delle ferite vecchie e le ferite nuove vengano lavate dal profumo bello delle notti d'aprile, con le loro stelle limpide.
La ragazza delle arance sta tornando a casa, eppure è da casa che viene.
Quattro pareti distinte, che l'hanno coccolata e accolta come se fosse sempre stata lì, come se lì fosse nata. Che l'hanno fatta sentire a casa e di casa. Parte di una famiglia...
Credeva di essere un fattorino, la ragazza delle arance, e nulla più... Giusto l'unica in grado di portare una moltitudine di carichi a destinazione senza rovesciarsi. Consegna tutto, e poi ritorna indietro...
E invece indietro la ragazza delle arance non è tornata...
é stata accolta con un sorriso e un abbraccio, da anime che nulla chiedono, ma tanto notano. La ragazza delle arance avrebbe solo voluto dormire... Forse perchè a volte si pensa che il sonno sia la miglior cura. E invece ha trovato molto di meglio che poche ore di sonno inquieto... é riuscita a chiudere dietro la porta ogni preoccupazione, ogni pensiero...
Accolta a braccia spalancate e occhi chiusi, senza domande ma tanta capacità di guarire, ogni cosa...
E così la ragazza delle arance ha vissuto la sua favola bella, anche per questa sera, quella favola bella che è la vita, e non può rimpiangere nulla...
Ha "carpato il diem", ancora una volta, saltando al volo su un treno che passa e che porta con sè un dolce e buon profumo...
E adesso corre, corre perchè è tardi, corre ed è sola, sola nel buio, ma sa che sola, sola per davvero, non lo sarà mai.
E della notte non vedi il buio ma la luce delle stelle...
Deserta eppur viva, deserta eppur affollata, come solo la città di sabato notte sa essere...
E mentre corre, corre ad una velocità disperata! la ragazza delle arance pensa. Ma prima di pensare apre il cuore...
Lascia che il sangue delle ferite vecchie e nuove fluisca, lascia che ciò che resta delle ferite vecchie e le ferite nuove vengano lavate dal profumo bello delle notti d'aprile, con le loro stelle limpide.
La ragazza delle arance sta tornando a casa, eppure è da casa che viene.
Quattro pareti distinte, che l'hanno coccolata e accolta come se fosse sempre stata lì, come se lì fosse nata. Che l'hanno fatta sentire a casa e di casa. Parte di una famiglia...
Credeva di essere un fattorino, la ragazza delle arance, e nulla più... Giusto l'unica in grado di portare una moltitudine di carichi a destinazione senza rovesciarsi. Consegna tutto, e poi ritorna indietro...
E invece indietro la ragazza delle arance non è tornata...
é stata accolta con un sorriso e un abbraccio, da anime che nulla chiedono, ma tanto notano. La ragazza delle arance avrebbe solo voluto dormire... Forse perchè a volte si pensa che il sonno sia la miglior cura. E invece ha trovato molto di meglio che poche ore di sonno inquieto... é riuscita a chiudere dietro la porta ogni preoccupazione, ogni pensiero...
Accolta a braccia spalancate e occhi chiusi, senza domande ma tanta capacità di guarire, ogni cosa...
E così la ragazza delle arance ha vissuto la sua favola bella, anche per questa sera, quella favola bella che è la vita, e non può rimpiangere nulla...
Ha "carpato il diem", ancora una volta, saltando al volo su un treno che passa e che porta con sè un dolce e buon profumo...
E adesso corre, corre perchè è tardi, corre ed è sola, sola nel buio, ma sa che sola, sola per davvero, non lo sarà mai.
E della notte non vedi il buio ma la luce delle stelle...
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